L’arte che scorre nelle sue vene lo porta ad esporre su territorio internazionale, acclamato da pubblico e critica. Francesco “Skizzo” Marchetti inorgoglisce l’Umbria ancora una volta e vola alla Biennale di Venezia

di Francesca Cecchini 

“Skizzo”, un soprannome di cui non conosciamo le origini ma che gli calza a pennello e lascia subito intendere qual è la magia che si nasconde “nelle sue mani”. L’arte a trecentosessanta gradi. Francesco Marchetti, fiore all’occhiello dell’Accademia delle Belle Arti di Perugia, ne ha fatta di strada e dopo anni di studio, ricerca e lavoro, è tra i nomi più noti del capoluogo umbro. Uscito dall’ABA con il massimo dei voti (e con due lauree), dove tutt’ora lavora in qualità di assistente alla Cattedra di Incisione, il poliedrico artista si muove senza sosta tra ambienti teatrali (tra scenografia e costumi) ed esposizioni di alto livello su territorio nazionale ed europeo. Ora anche l’invito alla Biennale di Venezia.

“Alla Biennale – ci racconta – sono arrivato tramite Rosemarie Bassi, proprietaria di una galleria in Germania con la quale collaboro dal 2002, e Boris Brollo”.

Alla Biennale, all’Isola San Servolo, Marchetti è in mostra con una grande opera su tela, inserito in una collettiva che vede “spiccare” nomi del calibro di Galliani e Dorfles. Ma come ha conosciuto Rosemarie Bassi?

Ci siamo conosciuti nel 2001 in occasione di una mostra alla Loggia dei Lanari durante cui i professori dell’Accademia portarono in esposizione quattro allievi. Io ero uno di loro. La Bassi all’epoca possedeva una casa in zona Lago Trasimeno e passava molte delle sue giornate a Perugia in cerca d’ispirazione e di nuovi artisti. Ha notato un mio quadro e mi ha chiesto di mostrarle altri lavori. Così, casualmente, è nato questo nostro rapporto.

È in mostra alla Ipso Gallery di Perugia fino al 20 luglio…

Si, la mostra di pittura si intitola “Silenzio” e ad esporre è il gruppo ArtPerugia, composto da otto artisti, che riesce ad andare avanti anche con un pizzico di orgoglio perché a Perugia era da tempo che non esisteva una realtà del genere. Abbiamo tutti esperienze e storie diverse l’uno dall’altro, io sono il più giovane, ma riusciamo a rimanere un gruppo coeso grazie al profondo amore per l’arte che ci lega.

Quando ho davanti Francesco Marchetti non riesco a non pensare, tra gli altri, ai costumi da lei creati per “1principe”, l’Amleto della Compagnia Occhisulmondo, che al primo sguardo erano in grado di collocare lo spettatore all’interno di quello che poi si sarebbe rivelato il filo conduttore della pièce che si muoveva tra innocenza e “sporcizia” di un mondo ben più attuale dell’opera shakespeariana…

Mi fa piacere che quei costumi abbiano colpito l’immaginario collettivo. Sinceramente quando lavoro lo faccio con il cuore e con l’anima. Cerco di non sbagliare e di impegnarmi al massimo in tutto ciò che faccio.

Dove rivedremo Skizzo prossimamente?

Ad agosto sarò in una collettiva curata da Francesca Duranti e Andrea Baffoni, altro gallerista che mi segue molto, al Festival di Corciano e, a fine estate, in esposizione in Sabaudia.

Ultima curiosità… tra mille impegni lei ha insegnato per anni all’Istituto d’Arte ed è assistente alla Cattedra all’ABA. Cosa le regalano i suoi allievi?

L’insegnamento mi tiene sempre attivo. Aiutare gli studenti e vederli crescere è formativo anche per me e mi regala senz’altro una grande soddisfazione. Una soddisfazione che, poi, mi torna indietro nel lavoro perché mi aiuta ad ampliare la mia conoscenza delle nuove dinamiche culturali.

Foto Sandro Allegrini