Posta sulla antica via Flaminia che collegava Roma con i paesi del nord, Casventum, oggi San Gemini, nata sulle rovine dell’antica Carsulae, era considerata un castello a difesa della città eterna, dunque votato alla belligeranza. E’ questo forse il motivo per cui dopo 2000 anni si sente ancora forte l’appartenenza all’arte della bandiera che nei momenti di non belligeranza, si trasformava in uno spettacolo da offrire al popolo ed ai forestieri, per magnificare il valore di una casata, di un regnante o di un capitano del popolo

Attingendo alle fonti di un antico statuto comunale del 1398, che narra di solennità e tornei in onore di Santo Jemine, patrono del paese, nel 1974, dall’ultima settimana di settembre alla prima di ottobre, la Pro-loco di San Gemini ha riproposto l’organizzazione di una festa medievale unendo alla parte religiosa un aspetto ludico e laico, che culmina con la rappresentazione della “Giostra dell’arme”, al “Campo de li giochi”, dove i due rioni, “Rocca” e “Piazza”, si sfidano in un acceso torneo cavalleresco unico nel suo genere storico, perché impone ai cavalieri al galoppo di infilare la loro lancia in un anello di 5 centimetri e scagliarla poi contro uno scudo gentilizio.

IL CORTEO STORICO

Per quindici giorni la città veste i colori delle bandiere rosso-blu,del rione “Rocca” e di quelle bianco-verde, del rione “Piazza”, sventolate da abili sbandieratori che, alla luce delle torce, la sera dell’ultimo sabato di festa, aprono un corteo storico per le vie cittadine, con circa cento figuranti in costume, offrendo momenti di grande suggestione storico-religiosa. Dopo avere officiato il santo patrono, una giuria popolare valuta l’aspetto storico filologico dei costumi, l’accuratezza e la fedeltà dei modelli e l’esposizione rappresentativa con cui il tema proposto dall’ente giostra è stato presentato. La domenica si svolge la premiazione con l’assegnazione del “Palio”, consistente in un drappo di velluto rosso sul quale è fissato un grande scudetto d’argento che reca l’antico stemma del Comune.

FRA MOSTRE E TAVERNE

(Stemma del rione rocca)

Ogni anno i rioni si impegnano a curare gli aspetti storico-culturali per dare più importanza e prestigio alla festa. Nel rione “Rocca”(parte di sopra) durante i festeggiamenti dell’arme sono aperte la “taverna dell’Arco” e la “taverna Casventum”, ambienti rustici e confortevoli dove si possono gustare le antiche ricette dei “picchiarelli”, una pasta lavorata amano, e della “pizza sotto lo foco”. Vengono inoltre rappresentate storie di vita medievale, come Suggestioni medievali, Pater habeopeccato, Nomateme libero, Sarete solo de lo padre mio e Papè Satan.

(Stemma del rione piazza)

Il rione “Piazza”(parte di sotto) deve il suo nome a piazza San Francesco, centro della vita cittadina fin dal XIV secolo, animata dalla sua via principale “per Roma” dove si affacciano le principali attività commerciali. Alla “taverna della Malanotte” si possono gustare i “broccoletti” col prosciutto nostrano, la polenta, i fagioli con le cotiche e qualche dolcetto annaffiato con ottimo vino locale. L’antico chiostro di San Francesco, ospita mostre di pittura ed artigianato e da dieci anni i “Bravi ragazzi del Rione Piazza” organizzano manifestazioni teatrali affrontando i temi cari all’immaginario dell’uomo medievale: il rapporto con l’aldilà e le forze soprannaturali (la morte, il diavolo, la stregoneria), ma anche il confronto con gli avvenimenti umani nella loro ineluttabile tragicità (le pestilenze, le guerre) e nel loro aspetto goliardico (il tradimento amoroso,la superstizione)