Oltre il limite – Storie di sport e consapevolezza. “Correre con la mente”, intervista a Federica Siena, Executive Coach e maratoneta

Berlino, 21 settembre 2025. Un giorno che hai definito trasformativo. Cos’è successo di così significativo in quella maratona?

Federica Siena – Quel giorno ho corso 42 chilometri e 195 metri che, sulla carta, conoscevo già. Avevo già affrontato una maratona prima, quella di New York. Ma a Berlino è stato diverso: ogni passo mi ha fatto entrare più a fondo in me stessa. È stata una maratona corsa con le gambe, certo, ma soprattutto con la mente e con il cuore. Una corsa consapevole, frutto di un lavoro interiore iniziato mesi prima grazie al MICAP – il Master Internazionale in Coaching ad Alte Prestazioni – che ha segnato una svolta profonda nel mio modo di vivere la performance.

In che modo il coaching ha influito sulla tua preparazione?

F.S. – In modo totale. Durante la preparazione ho capito che l’allenamento fisico è solo una parte dell’equazione. Il coaching è stato il mio vero alleato invisibile: mi ha permesso di sviluppare resilienza, lucidità, capacità di gestione dello stress e, soprattutto, consapevolezza. Il MICAP non è stato solo un percorso formativo, ma una palestra mentale dove ho imparato ad ascoltarmi in profondità, a riconoscere la voce della paura e distinguerla da quella del mio potenziale.

Ci racconti un momento critico durante la maratona in cui questo lavoro interiore ha fatto la differenza?

F.S. – Ce ne sono stati molti, ma uno in particolare mi è rimasto impresso: intorno al trentesimo chilometro, ogni cellula del mio corpo mi stava chiedendo di fermarmi. In passato, quel momento sarebbe stato paralizzante. Ma lì ho sentito che potevo attingere a un dialogo interno diverso. Grazie al coaching, ho imparato che non siamo i nostri pensieri, ma possiamo scegliere quali ascoltare. E così ho continuato, passo dopo passo, con una forza che non veniva più dai muscoli, ma dalla mente.

Questo approccio ti ha cambiato anche nel lavoro?

F.S. – Assolutamente sì. Da quella linea del traguardo è partita una nuova fase della mia carriera. Ho scelto di integrare pienamente il coaching nel mio contesto professionale. Oggi, più che mai, credo che il vero vantaggio competitivo non sia solo nel “fare”, ma nel “come” si fa: con quale energia, intenzione e stato d’animo. Il coaching porta tutto questo e molto di più. È uno strumento potentissimo per creare una cultura della performance sostenibile, dove si ottengono risultati con equilibrio e senso.

Qual è, secondo te, l’eredità più preziosa che ti ha lasciato questa esperienza?

F.S. – La consapevolezza che ogni traguardo, in realtà, è un nuovo punto di partenza. E che il vero viaggio non è quello che fai tra le strade di una città, ma quello che compi dentro di te. Oggi porto questo spirito nel mio team, nei progetti, nell’organizzazione. Il coaching non è solo una metodologia: è un modo di essere. Quando impari a correre con la mente, nessuna distanza ti sembra più impossibile.

Federica, grazie per aver condiviso con noi non solo il racconto di una maratona, ma una visione profonda del cambiamento. Un’ultima domanda: correrai ancora?

F.S. – Sempre. Finché ci sarà una strada davanti a me, reale o metaforica, io continuerò a correre. Ma stavolta, non solo per arrivare: per essere presente, ad ogni passo.

📌 Federica Siena

Executive Coach, formatrice e atleta per passione. Dopo il MICAP ha integrato il coaching nel proprio approccio professionale, promuovendo una cultura della performance consapevole. La sua ultima maratona a Berlino è diventata il simbolo di un percorso di trasformazione personale e professionale.