di Federico Sciurpa

E’ stato Cazzullo
il primo ospite della
rassegna di Bevagna
voluta e creata
da Claudio Cutuli

Il nome, Intrecci, è già un programma. Ma la rassegna dice molto di più. Quella che si è aperta a Bevagna è una trama di emozioni attraverso le pagine dei libri, raccontate dagli stessi autori sul palco di un teatro. Le stesse emozioni che Claudio Cutuli,  l’imprenditore che con le sue sciarpe veste il mondo e che non vuol farsi chiamare stilista, suscita con le sue creazioni naturali. Lo stilista, il culture del bello per meglio dire, ha inventato e sostenuto questi dialoghi-incontro a teatro nella cittadina da dove è partita (e continua con successo) la sua avventura: Bevagna, appunto. Il teatro Torti, un gioiello, si è prestato magnificamente all’operazione. Tanto che all’esordio di Intrecci c’erano solo posti  in piedi per Aldo Cazzullo, inviato ed editorialista del Corriere della Sera che ha parlato del suo ultimo libro “Basta piangere!”. Sul palco, insieme al giornalista e scrittore, ecco Francesco Chiamulera il direttore artistico di un festival che è alla sua prima edizione e che in primavera porterà a Bevagna altri scrittori di richiamo. Tanti ospiti illustri in platea al fianco di Claudio Cutuli, per un pubblico interessato a capire quello che eravamo appena trent’anni fa; una maniera per trovare delle opportunità oggi, senza (appunto) piangersi addosso.

“Senza nostalgia del tempo andato, per dire anzi che è meglio adesso rispetto ad allora” ricorda Cazzullo. Lo scrittore ha parlato del nonno macellaio e della sua famiglia in un paese di provincia, degli anni Settanta, della vita di allora e di quella dei ragazzi di oggi. “Famiglie impoverite dalla crisi – puntualizza – ma abbiamo infinitamente più cose adesso e quindi maggiori opportunità da sfruttare”. Ha dialogato col pubblico  Cazzullo, nell’originale schema di Intrecci, con alcuni passi del libro letti magistralmente da Igor Petrotto mentre l’autore applaude compiaciuto. Da Bevagna che Cazzullo definisce “bellissima”, ne è uscito uno spaccato di ieri e oggi che Claudio Cutuli, autentico mecenate, ha voluto anticipare con un partecipato brindisi e un breve saluto prima dell’inizio della serata. Un momento rivolto al passato con gli occhi al futuro, nel nome del padre Antonio. “Ho voluto così ricordare – ha detto Claudio Cutuli  – un padre che ha segnato la via del mio lavoro. Decenni di attività dovuti al suo esempio. Si lega bene per dare inizio a Intrecci e segnatamente al contenuto del bellissimo libro di Aldo Cazzullo”. Quello di Cazzullo è infatti un libro che fa un appello generazionale per una rivoluzione culturale a tutto tondo. Invito subito raccolto da Bevagna. Perché forse davvero “non era meglio allora”. Ma adesso ci vuole tanto coraggio e anche un po’ di fantasia. La stessa che Cutuli e i suoi mettono in Intrecci. “Faccio l’imprenditore e quindi scendo fra la gente”, uno dei motti, quasi in controtendenza, dello stilista.