DOPO TRE ANNI DI SFORZI IL TRIATLETA PERUGINO HA CENTRATO LA QUALIFICAZIONE ALLA FINALE CANADESE
di Federico Pastorelli
C’era una volta un perugino in Canada… No, non è l’inizio di una barzelletta, e nemmeno l’incipit di una favola per bambini, ma una storia vera che Mattia Boschetti potrà un giorno raccontare ai nipotini. Ci sono voluti 3 anni di sforzi, di duro allenamento, di volontà e convinzione e un viaggio a Marsiglia, ma alla fine l’atleta della Triathlon Trasimeno è riuscito a realizzare il sogno di una vita. L’appuntamento è per il 7 settembre 2014 a Mont Tremblant in Canada, quando Mattia parteciperà ai Mondiali nella specialità Ironman 70.3 (1.9 km nuoto, 90 km bici, 21 km corsa). L’altra data da cerchiare però, è quella domenica 22 settembre 2013, giorno in cui Boschetti è riuscito a strappare con le unghie e con i denti la qualificazione. Un terzo posto splendido e per certi versi inaspettato a Pais d’Aix, che, complice anche la rinuncia del secondo classificato, è valso a Mattia Boschetti l’accesso alla manifestazione più prestigiosa.
UNA VITA DA ATLETA
La storia di Boschetti inizia a 3 anni, quando i genitori lo portano in piscina. Il nuoto rimarrà il suo sport fino a 15 anni. I risultati sono buoni e Mattia partecipa anche ai campionati Regionali ottenendo diverse vittorie. Nel frattempo il classe ’89 perugino gioca anche qualche partita di pallanuoto, come difensore, anche qui dimostrandosi portato per l’acqua.
Poi però la voglia di stare in piscina diminuisce e Boschetti decide di cambiare palcoscenico. Prova un paio di volte con il basket, ma capisce sin dai primi tiri a canestro che non è quello il pallone giusto per divertirsi. E così, lasciato il parquet e la palla a spicchi, incoraggiato dagli amici più stretti, Mattia si sposta sul rettangolo verde per correre dietro a un pallone di cuoio. Anche come calciatore predilige la fase difensiva, ma non disdegna qualche sortita offensiva. Nelle 4 stagioni al Pontevalleceppi sigla qualche gol di pregevole fattura e diventa anche capitano della Juniores. Ci sarebbero tutti i presupposti per costruire un buon futuro ma…
L’AVVICINAMENTO AL TRIATLON
…Mattia ha bisogno di stimoli nuovi e decide di appendere gli scarpini al chiodo. Comincia a correre nel 2009 al percorso verde del paese, per tenersi in allenamento.
Dopo un anno però i tempi migliorano costantemente e Mattia inizia a documentarsi su internet. E’ qui che scopre il Triathlon. L’amore sboccia subito. Abile nuotatore e corridore di buone prospettive, Boschetti nel Luglio del 2010 acquista la bici che cambierà la sua storia sportiva. A Ottobre dello stesso anno, il 21enne perugino si iscrive ufficialmente con la società Triathlon Trasimeno.
L’ANEDDOTO
La prima gara ufficiale a Capalbio, in Maremma, è un disastro: Mattia, ancora ignaro del regolamento, viene squalificato per il motivo più banale: non aveva indossato il pettorale.
I PROGRESSI CONTINUI
Ma l’avvio nato sotto una cattiva stella, è destinato a rimanere una parentesi, visto che allenamento dopo allenamento Mattia migliora costantemente. Impressionante soprattutto il crono della seconda maratona, effettuata a soli sei mesi di distanza dalla prima, con il perugino che abbassa di 25 minuti il limite personale.
LE PRIME SODDISFAZIONI
Gli allenamenti specifici e tanto sudore portano i primi brillanti risultati. Nelle gare di Triathlon fioccano le gioie. Dall’argento (2012) e bronzo (2013) nei campionati Italiani di Triathlon Medio a Barberino del Mugello, al terzo posto nell’Half Ironman 70.3 di Pescara (2013), senza tralasciare l’ottimo terzo posto anche ai Campionati Italiani di Duathlon Classico a Norcia (2012).
L’IMPRESA
Ma la gara miracolosa è arrivata solo qualche domenica fa, quando Mattia ha conquistato Marsiglia qualificandosi per i Mondiali che si terranno in Canada, a Mont Tremblant, il 7 settembre del 2014. Un terzo posto strepitoso, frutto di una gara in rimonta (ottavo in acqua, sesto dopo la bici e terzo nel finale dopo la corsa), che non lo vedeva tra i favoriti. “E’ stata un’ottima prestazione – racconta Boschetti – non me l’aspettavo. La frazione a nuoto poteva andare meglio, mi sono ritrovato al centro del gruppo e sono rimasto imbottigliato. Meglio fare più strada e prendere meno botte. In bici invece è stata la mia miglior frazione in assoluto. Bene anche la corsa. Viste le performance dell’ultimo mese sono andato ben al di là delle più rosee aspettative. Forse il segreto è stato non avere pressione. A Pescara ero tra i favoriti e ho subìto un po’ questo fattore. A Pais d’Aix invece non avevo niente da perdere. Peccato per i cambi, perché ho accumulato metà del distacco dai primi due lì. Però va bene anche così perché è un risultato pazzesco”.
SACRIFICI… SPORTIVI
Per coronare appieno il suo sogno però Mattia deve mettersi al lavoro oltre che fisicamente (svolge 13 allenamenti settimanali, di cui 4 di nuoto, 5 di corsa e 4 in bici) anche managerialmente. “L’ideale sarebbe trovare uno sponsor per coprire almeno parte delle spese del viaggio in Canada – rivela Boschetti – purtroppo per un atleta dilettante come me, che può contare solo sulle proprie forze, non è facile sostenere determinati costi. Mi farebbe piacere avere la possibilità di inseguire fino in fondo questo sogno del Mondiale”.
SOGNANDO IL TRICOLORE
E l’obiettivo è stupire anche in terra canadese. “Classificarmi nei 10 di categoria –chiude Mattia Boschetti – e magari entrare nei 100 assoluti sarebbe come vincere”.
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