Commedie, spettacoli di teatro ragazzi, l’omaggio a Gabriella Ferri di Syria, una suggestiva rivisitazione della Divina Commedia di Dante e la versione teatrale del film cult di Monicelli “Parenti serpenti”. Questo e molto altro in scena in Umbria dal 5 al 10 marzo

di Francesca Cecchini

Martedì 5 marzo (ore 21.15) al Teatro Clitunno di Trevi Mi amavi ancora… per la regia di Stefano Artissunch, con Ettore Bassi e Simona Cavallari e con Giancarlo Ratti e Malvina Ruggiano, da “Si tu mourais” di Florian Zeller, testo Premiato dall’Accademia Francese per la Nuova Drammaturgia. Un quartetto di attori d’eccezione. Una raffinata ed eccellente scrittura, ricca di colpi di scena e densa di umorismo, dove il passato ed il presente giocano a nascondino come la verità e la menzogna. Lo scrittore e drammaturgo Pierre è morto in un incidente d’auto. Nel tentativo di mettere ordine ai documenti, Anne, la sua vedova, scopre gli appunti presi per la stesura di una futura commedia, che trattava di un uomo sposato, scrittore, innamorato di una giovane attrice. Fiction o autobiografia? Il dubbio si agita ed inizia un’indagine febbrile. Anne si persuade che il testo narri l’infedeltà di Pierre e va alla ricerca della donna. Scruta il passato, domanda a chi la circonda, cammina in un pericoloso labirinto. Quanto deve essere cercata la verità? “Possiamo davvero conoscere l’altro, o la sua faccia rimane ancora, pur essendo familiare, una maschera, una chimera, una Pirandelliana ricostruzione?

  • Prenotazioni: Teatro Fontemaggiore 075.5289555 – 075.5286651

Mercoledì 6 marzo (ore 21.15) al Teatro Lyrick di Assisi Parenti serpenti, dal film “cult” di Mario Monicelli del 1992, regia di Luciano Melchionna, con Lello Arena, e Giorgia Trasselli e con Raffaele Ausiello, Marika De Chiara, Andrea de Goyzueta, Carla Ferraro, Serena Pisa, Fabrizio Vona. In scena sarà un’amara e divertente commedia che racconta un Natale a casa degli anziani genitori che aspettano tutto l’anno quel momento per rivedere i figli ormai lontani. E se quest’anno gli amati genitori volessero chiedere qualcosa ai loro figli? Se volessero finalmente essere “accuditi”, chi si farà carico della loro richiesta? Luciano Melchionna, il visionario creatore di “Dignità Autonome di Prostituzione”, costruisce uno spaccato di vita intimo e familiare di grande attualità, con un crescendo di situazioni esilaranti e spietate che riescono a far ridere e allo stesso tempo a far riflettere con profonda emozione e commozione.

  • Prenotazioni: Teatro Lyrick 075 804 4359

Mercoledì 6 marzo (ore 21.00) al Teatro Esperia di Bastia Umbra e giovedì 7 marzo (ore 21.00) al Teatro Mengoni di Magione Nessuna pietà per l’arbitro di Emanuele Aldrovandi. Una parabola teatrale contemporanea in cui una tipica famiglia italiana del 2016, gioca a basket e nel frattempo si interroga sul senso delle leggi e sui valori che regolano le proprie scelte. Le leggi si possono accettare come strada per costruire un mondo migliore, questo pensa Giuseppe, il Padre; possono essere sfruttate a proprio favore per il successo personale, questo pensa la Moglie; oppure sono un obbligo dettato dall’alto a punire l’espressione dell’io individuale, questo pensa il Figlio. A cosa servono le leggi? I principi fondanti dai nostri padri costituenti sono ancora validi per noi? E noi potremmo scriverne di nuovi e migliori? La famiglia in scena, in assenza di un’immagine condivisa di futuro da consegnare “ai propri figli”, si “suicida” di un’abbondanza di conquiste personali. Ed è proprio l’arbitro, rappresentante della legge, a pagarne le spese. La vicenda famigliare e il problema “arbitro” diventa pretesto per sviluppare i conflitti etici: individualismo-collettività, potere-anarchia, potere-libertà, utilitarismo-bene comune, giusto-utile. Un percorso che ci sprona a interrogarci sulla natura del tempo presente e sulla necessità o meno di migliorarlo attraverso una visione condivisa di futuro.

  • Prenotazioni teatro Esperia: prenotazioni al numero +39 340 521 4937. Prenotazioni Teatro Mengoni: Botteghino Regionale Teatro Stabile dell’Umbria Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria 075 57542222 (tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 20).

Mercoledì 6 marzo (ore 21.00) al Centro Valorizzazione di Norcia e venerdì 8 marzo (ore 21.00) al Teatro Concordia di Marsciano Perché non canti più… nuovo concerto-spettacolo di Syria, omaggio a Gabriella Ferri ideato insieme a Pino Strabioli. Quest’ultimo racconta: “Da una valigia rossa è nato un libro-album dove ho raccolto scritti, disegni, appunti, scarabocchi, lettere e pensieri di Gabriella. Quella valigia mi è stata data da suo marito e da suo figlio. In quella valigia ho rovistato per intere notti e interi giorni, accatastati, sparsi, mischiati c’erano e ci sono ancora fogli di carta colorati e in bianco e nero. Ho incontrato Syria in un ristorante di Trastevere e mi ha dichiarato la sua passione per Gabriella. Abbiamo pensato di provare ad aprirla insieme quella valigia per farla diventare suono e voce. Stiamo sparpagliando le note e le canzoni che Gabriella amava di più e le stiamo mischiando ai suoi pensieri. Sarà un cantare recitando o un recitar cantando. Un concerto, un racconto. In molti me l’hanno chiesta in prestito quella valigia rossa, l’ho sempre tenuta stretta. Syria ha nella voce e nel cuore quei pezzetti di Roma che sapranno dove portarla, dove aprirla, dove lasciarla cantare e raccontare”. Lo spettacolo in scena a Marsciano è programmato in occasione della Giornata Internazionale della Donna, e tutte le donne avranno diritto a un ingresso ridotto. (foto di Roberto Bertolle)

  • Prenotazioni: Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria 075 57542222 (tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 20).

Dal 6 all’8 marzo al Teatro Morlacchi di Perugia La bisbetica domata di William Shakespeare, una commedia fatta di atrocità e strani rapporti, amore e interesse, finzione e travestimenti. Una bella scommessa che il regista Andrea Chiodi, seguendo una consolidata tradizione dell’epoca del Bardo, affronta insieme a un eccellente cast tutto maschile, Angelo Di Genio, Ugo Fiore, Tindaro Granata, Igor Horvat, Christian La Rosa, Walter Rizzuto, Rocco Schira e Massimiliano Zampetti.

“La bisbetica domata è innanzitutto, credo – dice Andrea Chiodi – un esperimento sul potere manipolatorio della parola. Shakespeare comincia a mostrarci il fascino e la terribilità del linguaggio, il suo potere di cambiare la realtà. Il privilegio di affrontare una delle sue prime commedie mi ha dato modo di osservare il genio che si allena, che verifica e prova a giocare i primi “match” della sua arte, che ne verifica i confini. Quale parola preferiamo? Quella vitale ma indomabile e fuori dalla società dell’indiavolata Caterina o quella trasformata, terribile ma potente della sua sottomissione? A questa domanda la risposta pare essere facile. Eppure, bisogna guardare Petruccio e le sue strategie, guardare Tranio e le sue manovre e sentirsi presi e affascinati da essi, allora sarà più difficile decidere, sia che siamo donna o uomo, giovane o vecchio. La lingua è magica. La sua ambiguità lavora dentro di noi. Non si può far altro che star davanti al signor Shakespeare che affina i suoi strumenti, goderne e tremare con lui dei suoi azzardi. Sono entrato dentro il testo, grazie alla traduzione di Angela, cercando di esplorare le relazioni tra tutti i personaggi, muovendomi dentro l’intreccio delle storie per cercare di far emergere in primis la trama in modo chiaro e poi il pensiero dei personaggi e di Shakespeare. In sostanza per mettere in scena questo autore, per capirne i pensieri non si può che appoggiarsi alle parole del testo, farle diventare vita e azione in palcoscenico. E come sono queste parole? Le parole finali di Caterina sono terribili. L’ordine che propone insopportabile. Eppure, suscitano un fascino ambiguo. Star davanti alla società umana, che è vita e dilemma, che può precipitare nel caos, può essere molto problematico. Il genio di Shakespeare ci fa sentire la tentazione di un ordine assoluto, definitivo. Il potere della parola coercitiva, anche se irragionevole. Petruccio, sempre con la parola, ci rende partecipi della sua soddisfazione. Ecco che Caterina cede, si sottomette. Impara a non compromettere più la parola con la vita, con le emozioni e i sentimenti. Impara ad usarla come arma, strumento di potere e di coercizione. E così riporta l’ordine dentro una società che ha perso forza perché ha perso la sacralità della parola. Una donna, Caterina, che per avere un posto nella società si fa uomo, par la come un uomo di potere, con dolore si sottomette per diventa re la regina della casa. È un’astuzia terribile e amara, piena di una finta rivalsa, il cui eco arriva fino a oggi”.

La compagnia incontrerà il pubblico giovedì 7 marzo alle ore 17.30 al Teatro Morlacchi. L’incontro è coordinato dal professor Alessandro Tinterri, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo e di Storia e Critica del Cinema dell’Università degli Studi di Perugia. Al termine presso il Caffè del Teatro l’Azienda agraria Terre de la Custodia offrirà al pubblico una degustazione dei propri vini. (foto di Masiar Pasquali)

  • Prenotazioni: Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria 075 57542222 (tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 20).

Giovedì 7 marzo (ore 21.00) al Teatro Bertolt Brecht di Perugia Inferno, produzione Fontemaggiore, regia di Beatrice Ripoli, da “La Divina Commedia” di Dante Alighieri, con Amedeo Capitanelli, Maurizio Castellani, Mauro Lipari, Valentina Renzulli, Beatrice Ripoli, Matteo Svolacchia, voce fuori campo Claudio Carini. “Nel mezzo del cammin di nostra vita…”, il primo verso della “Divina Commedia” ci fa capire immediatamente tutto: un viaggio esistenziale che avviene “nel mezzo”, suggerendoci sia un momento preciso dell’età adulta, sia il suo essere non programmato. L’aggettivo “nostra” ci rende partecipi dell’esperienza: questo viaggio non riguarda Dante come singolo, ma come rappresentante del genere umano. Dante non è presente fisicamente, è una voce fuori campo che restituisce emozioni in cui il pubblico si rispecchia. Il viaggio sul palco viene guidato da Virgilio, il quale del poeta penetra lo sguardo che descrive luoghi, incontri esemplari e personaggi, divenendo tramite tra il pubblico e l’azione in scena. Essendo il viaggio il centro del racconto, si è scelto di condensare tutto l’Inferno dantesco, senza presupporre, per lo spettatore, una conoscenza approfondita dell’opera. Un approccio divulgativo orizzontale, capace di trasmettere il desiderio, anche ai più giovani, di scoprire e riscoprire Dante mescolando, per una maggiore comprensione, i versi con la parafrasi.

  • Prenotazioni: Fontemaggiore 075 5286651 – 075 5289555

Giovedì 7 e venerdì 8 marzo al Teatro Giuseppe Manini di Narni (ore 21.00), sabato 9 (ore 21.00) e domenica 10 marzo (ore 17.00) al Teatro Sergio Secci di Terni Si nota all’imbrunire (solitudine da paese spopolato) di Lucia Calamaro, con Silvio Orlando e con Riccardo Goretti, Roberto Nobile, Alice Redini, Maria Laura Rondanini.

“Questo spettacolo che ha trovato nella figura del padre un interprete per me al tempo insperato e meraviglioso: Silvio Orlando – racconta Lucia Calamaro – trova le sue radici in una piaga, una maledizione, una patologia specifica del nostro tempo, la “Solitudine Sociale”. Silvio Orlando è, secondo me, un attore unico. Capace di scatenare per la sua resa assoluta al palco, le empatie di ogni spettatore, e con le sue corde squisitamente tragicomiche, di suscitare riquestionamenti, emozioni e azioni nel suo pubblico”.

  • Prenotazioni: Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria 075 57542222 (tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 20).

Sabato 9 marzo (ore 21.15) al Teatro Subasio di Spello Dialoghi degli Dei per la regia di Massimiliano Civica. Uno spettacolo surreale e comico. Dialoghi degli dei celebra l’incontro tra Massimiliano Civica, regista noto per l’asciuttezza formale delle sue opere e I Sacchi di Sabbia, un gruppo toscano che ha fatto dell’ironia la sua peculiare cifra stilistica. Scritti da Luciano di Samosata nel II secolo dopo Cristo, questi Dialoghi si presentano come una raccolta di gossip su vizi e trasgressioni degli abitanti dell’Olimpo: gli scontri “familiari” tra Zeus e Era, le continue lagnanze per le malefatte di Eros, i pettegolezzi tra Dioniso, Ermes ed Apollo… In questa gustosa versione gli Dei sono atterrati in una classe di un ginnasio, diventando oggetto concreto delle spietate interrogazioni con cui un’austera insegnante tormenta due suoi allievi. Seduti ai loro banchi di scuola e con i calzoni corti, i due maturi studenti, interrogati su tresche e malefatte degli immortali sperimentano sulla propria pelle le ingiustizie della scuola, preludio alle future ingiustizie della vita.

  • Prenotazioni: Fontemaggiore 075 5286651 – 075 5289555

Domenica 10 marzo (ore 17.00) al Teatro di Figura di Perugia Piccolo, Piccolissimo, Grande, Grandissimo da “Cipì” di Mario Lodi, di Teatro dei Colori. Un uccellino, “Cipì” nasce sotto i tetti, affronta le difficoltà della natura, della città, la paura degli animali più grandi, conoscerà la prigionia, la fame e scoprirà la libertà in un mondo che va tutto capito e conquistato. Un mondo dove il vento, il sole, il temporale sono grandi forze attraverso le quali si giunge ad essere coraggiosi vincendo ogni prova. Poi ci sono gli altri, i simili, con i quali salire fino alle nuvole, per diventare sempre più uniti per abbracciarsi e per amarsi, e stare fermi a guardare due stelle scese dal cielo che raccontano della notte incantevole. La storia, scritta dai ragazzi e dal loro maestro, descrive gli avvenimenti scoperti nella natura, dove emergono esperienze che vivono parallelamente a quelle dei bambini. In questo processo di identificazione si scopre un po’ della vita e lo si fa anche con il teatro. Lo spettacolo si costruisce intorno a due attori-narratori che giocano con piccoli elementi di luce, pupazzi, diapositive, oggetti ingranditi dalle ombre, trasformando così lo spazio del racconto in un grande luogo immaginario. “Cipì” è stato scritto da un maestro – scrittore speciale: Mario Lodi, insieme ai suoi alunni, è uno dei classici della letteratura per l’infanzia italiana, una sensibilità nuova a misura dei bambini, per costruire una visione diversa del mondo.

  • Prenotazioni: 075 5730826

Domenica 10 marzo allo Spazio Zut (ore 18.15) di Foligno Quintetto di e con Marco Chenevier, spettacolo vincitore del Be Festival – Birmingham 2015, inserito nella “Top 10 Comedy 2016” del quotidiano inglese “The Guardian”, secondo premio del pubblico al Mess Festival – Sarajevo 2015, primo premio per la danza contemporanea al Sarajevo Winter festival – 2013, secondo classificato al Next Generation festival – Padova 2013. Entrata, semibuio, accende da solo una luce, ha una borsa di plastica. Al pubblico è stato dato un retorico foglio di sala zeppo di neologismi con spiegato un concept incentrato sull’“essenzializzazione” della partitura, sull’eliminazione del superfuo e sulla ricerca dell’essenza del corpo e dell’arte. Così inizia “Quintetto”. Un solo attore, quattro fari sulla scena, il mixer luci ed audio vuoti. Il quintetto che apriva lo spettacolo di repertorio del TIDA “Montalcini tanz”, uno spettacolo del 2009 sulle connessioni tra arte e scienza e dedicato alla ricercatrice premio Nobel Rita Levi Montalcini, che dovrebbe andare in scena, non può essere realizzato come previsto a causa dei tagli ai finanziamenti teatrali. Il resto della Compagnia è infatti misteriosamente scomparso dopo aver avuto la proposta di lavorare per metà paga.

  • Prenotazioni: Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria 075 57542222 (tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 20).