Due mostre, trentasette opere e un unico progetto espositivo raccontano il dialogo tra l’universo figurativo di Fernando Botero e il patrimonio culturale siciliano. Dal 23 luglio al 31 ottobre, Agrigento e Palermo ospitano un itinerario che mette in relazione classicità, contemporaneità e identità mediterranea.
La Sicilia rinnova il proprio legame con Fernando Botero attraverso un articolato progetto espositivo che, dal 23 luglio al 31 ottobre, coinvolge due dei suoi luoghi simbolo: la Valle dei Templi di Agrigento e Palazzo Riso a Palermo. Promossa dal Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, l’iniziativa riunisce 37 opere del maestro colombiano in un percorso diffuso che celebra una relazione culturale consolidata nel tempo, dopo il successo delle storiche esposizioni palermitane del 1988 e del 2015.
Il progetto si sviluppa attraverso due mostre complementari, curate da Fernando Botero Quintana e Nicola Barbatelli: “L’incanto del Mito”, ospitata tra Villa Aurea e il Parco Archeologico della Valle dei Templi, e “Il peso dei sogni”, allestita negli spazi del Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia di Palazzo Riso.
Ad Agrigento, otto monumentali sculture in bronzo dialogano con il paesaggio archeologico dell’antica Akragas. Le forme piene e riconoscibili del linguaggio boteriano si confrontano con l’architettura dorica e con la luce del Mediterraneo, dando vita a un inedito incontro tra arte contemporanea e classicità. All’interno di Villa Aurea, diciassette opere tra acquerelli, disegni e tecniche miste approfondiscono i temi centrali della poetica dell’artista: il corpo, la famiglia, la musica, il circo e la quotidianità, raccontati attraverso quella monumentalità delle forme che ha reso Botero una delle figure più riconoscibili dell’arte del Novecento.
Più che un semplice dialogo con il contesto archeologico, la mostra agrigentina propone una riflessione sulla permanenza della forma nell’arte. Le figure di Botero, sospese tra ironia e solennità, sembrano ritrovare nella Valle dei Templi un naturale terreno di confronto con l’idea di equilibrio, memoria e misura che attraversa la tradizione classica.
A Palermo, “Il peso dei sogni” presenta dodici opere tra dipinti, acquerelli, disegni e una scultura provenienti dalla Fernando Botero Zea Collection. Il percorso esplora la dimensione più intima dell’artista, dove la centralità della figura umana, la monumentalità del corpo, le nature morte, il circo e la corrida diventano strumenti per raccontare emozioni, memoria e immaginazione. Tra le opere esposte spicca il Serpente, rara scultura in bronzo dorato che si distingue per la sua eleganza sinuosa rispetto alla consueta plasticità volumetrica dell’autore.
Nel dialogo con Palazzo Riso, Botero incontra la storia stratificata di Palermo, città da sempre crocevia di culture mediterranee. Le sue opere assumono così una nuova prospettiva, nella quale le radici latinoamericane dell’artista si intrecciano con la tradizione europea, restituendo una visione universale della figura, dello spazio e della memoria.
Più che una doppia esposizione, il progetto propone un itinerario culturale che attraversa due città simbolo della Sicilia e mette in relazione il patrimonio archeologico e quello contemporaneo. Un’occasione per rileggere l’opera di Fernando Botero non soltanto come espressione di un linguaggio figurativo inconfondibile, ma come una riflessione senza tempo sulla bellezza, sull’identità e sul dialogo tra le culture del Mediterraneo.
L’esposizione Fernando Botero. Il peso dei sogni a Palazzo Belmonte Riso, sede del Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, riunisce 12 opere tra dipinti, disegni, acquerelli e scultura sempre provenienti dalla Collezione Fernando Botero Zea, completando il progetto espositivo diffuso che coinvolge, oltre alla famiglia Botero, la società produttrice Renaissance Exhibitions.
Il titolo della mostra evoca una delle qualità più profonde dell’universo boteriano: la capacità di dare peso, misura e presenza a ciò che appartiene alla sfera dell’interiorità, rappresentata nelle opere ad olio e acquerelli del percorso palermitano dalla centralità della figura umana, dalla monumentalità e ieraticità del corpo, soprattutto femminile (tra le altre, Donna con ventaglio e Donna con reggiseno), dalle nature morte, dal circo (L’equilibrista), dalla corrida (Picador), dalla festa popolare (Carnevale), dall’intimità domestica (Ragazza con gatto) e dal rapporto costante tra pittura e scultura. Insieme alle opere su carta e su tela, spicca inoltre il Serpente, grande emblematica scultura in bronzo dorato, sinuosa e affusolata presenza, rara all’interno della produzione plastica e voluminosa dell’artista.
A Palazzo Riso le opere instaurano un dialogo con la stratificazione storica e urbana di Palermo. La città, crocevia di memorie, linguaggi e immagini, diventa così il contesto ideale per rileggere la poetica boteriana nella sua tensione tra radici latinoamericane, cultura europea e vocazione universale. Patrocinatori del progetto: il Ministero italiano della Cultura, ARS – Assemblea Regionale Siciliana, l’Ambasciata di Colombia in Italia e l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.












