Ad Arola, nel cuore della Penisola Sorrentina, l’anteprima del primo Festival Internazionale dell’Arte Spontanea apre una riflessione sul rapporto tra creatività, identità mediterranea, intelligenza connettiva e sviluppo sostenibile. Un progetto che guarda all’Europa partendo dalle radici del territorio.
Non un semplice evento culturale, ma l’anticipazione di un modello di sviluppo che pone la cultura al centro dell’innovazione sociale e della rigenerazione territoriale. È questa la prospettiva emersa dall’anteprima del I Festival Internazionale dell’Arte Spontanea, ospitata ad Arola, frazione collinare di Vico Equense, negli spazi dell’Azienda Agricola Torre Ferano, destinata a diventare il cuore del nascente Villaggio della Creatività.
L’iniziativa ha trasformato il borgo in un luogo di confronto tra arte, ricerca, patrimonio immateriale ed eccellenze agroalimentari, dimostrando come i territori possano diventare laboratori di conoscenza, relazioni e innovazione. La giornata si è aperta con un percorso esperienziale ideato da Antonio Staiano, che ha intrecciato storytelling, performance artistiche e cultura del gusto grazie anche alle creazioni degli chef Gianni Alvino e Pasquale Savarese.
Il momento di approfondimento scientifico, moderato dalla giornalista Maria Consiglia Izzo, ha visto protagonisti Derrick De Kerckhove e Maria Pia Rossignaud dell’Osservatorio Nazionale “TuttiMedia”. Al centro del confronto, il concetto di intelligenza connettiva: una realtà in cui reti digitali, intelligenza artificiale e persone costituiscono un unico ecosistema cognitivo. In questo scenario, l’arte spontanea diventa uno strumento di connessione tra comunità, saperi e innovazione.
Da questa visione prende forma il Villaggio della Creatività, concepito come un Villaggio Intelligente, capace di trasformare il confine geografico in spazio di dialogo e contaminazione culturale. Una prospettiva coerente con i principi del New European Bauhaus, che promuove bellezza, sostenibilità e inclusione come fattori di rigenerazione.
Il progetto si fonda su una rete di partenariato che unisce ricerca, istituzioni, associazionismo e imprese del territorio. Accanto all’Osservatorio TuttiMedia collaborano la Libreria Ubik, l’Associazione Teatro Mio, l’APS Aerma Polani, la Pro Loco di Vico Equense, Opera APS e l’Azienda Agricola Torre Ferano, con l’obiettivo di sviluppare progettualità aperte anche ai programmi europei dedicati all’innovazione culturale.
Al dibattito hanno preso parte Bruno Alvino, presidente della Cooperativa Nuovo Cinema AEQUA, Aniello Savarese, promotore del progetto, Rosanna Romano, Direttore Generale Cultura e Turismo della Regione Campania, Carlo Lauro, Vincenzo Pepe e Gaetano Sammartino, offrendo una lettura interdisciplinare delle ricadute culturali, ambientali e sociali dell’iniziativa. Sono intervenuti anche l’assessore al Turismo di Vico Equense Annalisa Donnarumma, la dirigente scolastica Fortunella Santaniello, Giosuè De Simone, presidente del Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco DOP, e Ciro Iengo, presidente di Artesa.
Le conclusioni sono state affidate all’assessore regionale Enzo Maraio, che ha ribadito il ruolo strategico del PR Campania FESR 2021-2027 nel sostenere imprese culturali e progetti capaci di coniugare innovazione, identità e sviluppo sostenibile.
L’anteprima del Festival ha così delineato una prospettiva che va oltre il calendario degli eventi: quella di una nuova geografia culturale in cui i piccoli borghi diventano laboratori permanenti di sperimentazione, dimostrando come il patrimonio italiano possa essere una risorsa dinamica per costruire il futuro.






